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La terapia con l'animale (Pet Therapy)

E’ stato rilevato da diversi studi e da numerose esperienze, che nelle persone anziane il contatto con un animale può aiutare a soddisfare e colmare esigenze e bisogni quali affetto, sicurezza, relazioni interpersonali, nonché favorire il recupero di abilità fisiche, psichiche e di comunicazione che queste persone possono aver perduto.
La soddisfazione di tali bisogni ed il recupero di abilità fisiche e psichiche, necessarie per il mantenimento di un buon equilibrio psico-fisico è uno degli scopi della Pet Therapy che offre, attraverso Terapie Assistite dagli Animali (TAA) ed Attività Assistite con Animali (AAA), una possibilità per migliorare la qualità della vita e dei rapporti umani delle persone anziane.
Nei casi ove il principale fattore condizionante è la solitudine ed il senso di vuoto assoluto in cui l’anziano si ritrova quando si allontana dai propri affetti familiari, riducendo il proprio ruolo sociale, lavorativo e di utilità per i propri cari, i problemi si complicano trasformando la sofferenza psicologica anche in malessere fisico.
In tali situazioni un animale da compagnia, attraverso il gioco e l’accudimento che rappresentano importanti canali di interazione tra uomo e animale, può promuovere e rinforzare il legame affettivo e stimolare la relazione interpersonale. A chi poi si sente relegato in una posizione marginale, un cane da accudire offre l’opportunità di riprendere le vesti dell’autorità parentale dimesse con l’allontanamento dei figli.
I meccanismi di azione fondamentali di questo tipo di intervento sono:

  • il rapporto uomo – animale, affettivo ed emozionale, in grado di arrecare non solo benefici emotivi e psicologici, ma anche fisici;
  • l’interesse verso l’animale  come elemento capace di suscitare emozioni nuove e vissuti passati;
  • la comunicazione uomo-animale che si basa su una forma di linguaggio che produce un effetto rassicurante, sia in chi parla, sia in chi ascolta;
  • la stimolazione mentale, che si verifica grazie alla comunicazione con l’altro, alla rievocazione di ricordi, all’intrattenimento, al gioco, fattori che riducono il senso di alienazione, isolamento e depressione;
  • il tatto, il contatto corporeo ed il piacere tattile, che permettono la formazione di un confine psicologico della propria identità, del proprio Sé e della propria esistenza;
  • l’elemento ludico, cioè il gioco ed il divertimento, che portano benefici psicosomatici;
  • la facilitazione sociale: la presenza di un animale, spesso, costituisce un’occasione di interazione con altre persone;
  • l’affettività e l’attaccamento: il legame che si viene a creare tra uomo e animale può, almeno in parte, compensare la mancanza eventuale di quello interumano e comunque, favorire lo sviluppo di ulteriori legami di attaccamento basati sulla fiducia e che potranno in seguito essere trasferiti ad altri individui;
  • l’empatia: la capacità di identificarsi con l’animale, nel tempo, viene trasferita anche alle relazioni con gli esseri umani;
  • l’antropomorfismo: l’attribuzione di alcune caratteristiche umane all’animale, può rappresentare un valido meccanismo per superare un eventuale egocentrismo e focalizzare la propria attenzione sul mondo esterno;
  • il senso di comunione con la natura.

L’esperienza in struttura

A seguito dell’esperienza proposta nel corso del 2006 di Attività Assistita con l’Animale (AAA), nei mesi tra luglio e settembre 2007, la Casa di Riposo S. Vigilio – Fondazione Bonazza ha promosso un progetto sperimentale di Terapia Assistita con l’Animale (TAA) in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie (Centro di studio e ricerca in materia di Pet Therapy).
Il progetto proposto dall’Istituto è finalizzato a:

  • definire un modello di progettazione, di monitoraggio e di verifica per le attività e terapie assistite dagli animali;
  • sperimentare e validare nel territorio regionale le linee guida nazionali in modo da definire una carta dei servizi regionali per le attività e le terapie assistite dagli animali;
  • promuovere un modello innovativo di formazione per adeguare le competenze delle diverse figure professionali che interagiscono nell’ambito della Pet Therapy.

In particolare esso intende valutare le modalità e gli esiti con cui l’inserimento di programmi di attività assistite dagli animali possono apportare un miglioramento della vita e delle relazioni interpersonali negli anziani. L’istituto inoltre valuta ed identifica la quantità e la frequenza di lavoro che gli animali possono svolgere, senza ripercussioni significative sui parametri endocrini e comportamentali di stress. La Terapia Assistita con l’Animale è “un’attività focalizzata sulla disabilità e finalizzata ad ottenere un miglioramento delle capacità adattive del paziente tale da fargli raggiungere, compatibilmente con la patologia da cui è affetto, il massimo grado possibile di sviluppo delle sue potenzialità fisiche, psichiche e sociali” (Documento 21 ottobre 2005 – Comitato Nazionale Bioetica).
Nella nostra struttura l’attività di Terapia Assistita con l’Animale ha coinvolto un gruppo limitato di 5 ospiti, individuati da una specifica equipe multidisciplinare. L’equipe che ha seguito il progetto, partecipando attivamente a tutte le sedute, era composta dal conduttore degli animali (istruttore cinofilo), da un'animatrice, da un fisioterapista, nella prima fase sperimentale anche da un medico psicologo, con la costante supervisione del medico coordinatore della struttura. L’attività è stata inoltre monitorata dall’educatore professionale Marco Defranceschi come supervisore di metodo. Inoltre hanno seguito il progetto la dott.ssa Camilla Siliprandi ed il dott. Claudio Pasolli, dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, per ciò che riguarda la tutela del benessere dell’animale, garantendo il costante monitoraggio delle condizioni di salute dei cani durante le TAA.
La fase di preparazione del progetto è iniziata a maggio 2007. In questo periodo l’equipe multidisciplinare, tramite dei metodi di valutazione specifici per ciascuna disciplina ha determinato per ciascun ospite degli obiettivi riabilitativi condivisi.
Il progetto, iniziato il 7 luglio 2007, ha visto gli ospiti impegnati nell’attività una volta alla settimana, per una durata complessiva di 10 settimane.
Già con i primi incontri si sono notate delle modifiche nell’interazione ospite – animale: gli ospiti hanno creato dei metodi di interazione unici con gli animali, individuando dei canali riservati di comunicazione tra loro e l’animale. Anche la relazione tra l’ospite e la figura professionale è stata favorita, riuscendo a creare una maggiore intesa di fiducia, spendibile anche durante le attività al di fuori della TAA svolta (in palestra, in animazione).
A seguito della sperimentazione e delle valutazioni fatte in itinere dall’equipe multiprofessionale, si sono notati miglioramenti nella socializzazione degli ospiti coinvolti, con effetti positivi sull’umore, sull’autostima, sul benessere psico–fisico e sulle funzioni cognitive, aumentando in  particolare i tempi di attenzione e concentrazione.
Anche le performance motorie hanno fatto registrare miglioramenti. A seguito della TAA si è notata una attivazione motoria spontanea nelle attività finalizzate sull’animale (accarezzare, spazzolare, porgere croccantini, lanciare la palla per attività di riporto, deambulare con il cane al guinzaglio) oltre che ad una notevole riduzione dell’affaticabilità.
Le prestazioni motorie raggiunte erano spendibili successivamente in attività svolte in palestra o sui piani (facilitazioni nei passaggi posturali, deambulazioni assistite); gli atteggiamenti comportamentali quali l’ansia ed i comportamenti disturbanti si sono ridotti.
Dopo questa prima esperienza e valutati i risultati positivi, l’Ente ha deciso di proseguire nella sperimentazione per tutto il 2008 ed il 2009 fino ad arrivare a gennaio 2010, mese in cui il servizio è "partito" a tutti gli effetti ed è stato inserito ufficialmente nella programmazione delle attività assistenziali.

 

 

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